“L’umanità del terzo millennio dipenderà da una adeguata collocazione della donna e dalla considerazione che la medicina e la società avranno nei confronti della sua salute e della sua dignità”. Così mons. Elio Sgreccia, vicepresidente della Pontificia Accademia per la Vita ha aperto al conferenza stampa di presentazione della conferenza internazionale che si terrà all’Università Cattolica di Roma dal 18 al 23 febbraio sul tema: “Women’s health issues” (La salute riproduttiva della donna). Il Convegno promosso dalla Georgetown University di Washington e dal centro di Bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, vedrà la partecipazione di professori, esperti e studiosi che affronteranno tutti i diversi aspetti del tema, dall’etica della famiglia alla procreazione. La conferenza vuole esplorare non solo le dimensioni mediche e sanitarie della salute della donna ma anche “le dimensioni psicologiche, sociali e morali dell’asse della dignità della persona”. Nel ricordare il cinquantesimo anniversario della carta costitutiva dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), mons. Sgreccia ha fatto notare come oggi “si è finito paradossalmente per dare una visione edonistica della salute, includendo nel suo dinamismo psico-sociale la domanda di contraccezione, della sterilizzazione e dell’aborto”. Secondo il vicepresidente della Ponteficia Accademia, “il concetto di salute dell’OMS manca di un’antropologia adeguata. Le ricadute negative sulla donna, sulla procreazione, sulla famiglia sono di grande rilievo e sotto gli occhi di tutti”.