P.SANDRIN (CAMILLIANUM): “IL PAPA CONDIVIDE LE SPERANZE DEI MALATI DI CANCRO

bisogno di guarigione, di ascolto, di aiuto, di consolazione”. Commentando le parole che il Papa ha rivolto ieri ai malati di cancro durante l’Angelus in piazza San Pietro, padre Luciano Sandrin, preside dell’Istituto di teologia pastorale sanitaria “Camillianum”, ha ripreso il modo in cui i media affrontano la vicenda Di Bella, “strumentalizzando” anche le parole del Santo Padre: “Si rischia di cavalcare solo il discorso della denuncia – dice al Sir – perdendo l’occasione di focalizzare l’attenzione sul vero problema della medicina: la carenza di relazione tra malati e operatori sanitari e la mancanza di formazione, nelle università, su questi aspetti umani legati alla persona”. Secondo padre Sandrin l’operatore spirituale “deve fare un esame di coscienza per recuperare la dimensione della relazionalità. Deve ricordarsi che non esiste solo la tecnica e la scienza ma che c’è una grande forza terapeutica che passa attraverso la relazione e la vicinanza spirituale e psicologica al malato”. Troppo spesso viene sottovalutata infatti la richiesta, da parte del paziente, “di trovare un senso alla sua sofferenza”. “Prestando attenzione solo all’aspetto medico-scientifico – osserva p.Sandrin – si rischia di coltivare le illusioni del malato più che la speranza” .La “vicinanza spirituale” richiamata dal Papa costituisce “l’impegno primario per tutti coloro che entrano in contatto con la sofferenza”. “Il malato deve fare sicuramente un grosso lavoro interiore per accettare dentro di sè il dolore e l’eventualità della morte, ma – precisa padre Sandrin – le persone intorno a lui possono avere la funzione di ‘ponti’, per aiutarlo a comprendere il significato della malattia, dimostrando con i gesti la vicinanza di Dio. E’ importante ricordare che la sofferenza ha sempre un senso: è un momento forte della vita da non mettere tra parentesi”.