“La nomina dei membri del Comitato di attuazione del codice tv-minori, effettuata dalla Presidenza del Consiglio, è un’offesa al buon senso ed una palese violazione dei diritti di 56 milioni di cittadini spettatori”: è questa la dura presa di posizione del Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione (Copercom), che raduna 19 aggregazioni di ispirazione cristiana impegnate nel campo educativo e culturale (ad esempio Aci, Age, Movimento per la Vita, Aiart, Acli). Come ricorda il Copercom, il Comitato di controllo sulla tv e i minori “ha il delicato compito di vigilare sul rispetto e l’applicazione del codice stesso e di difendere i minori dalla violenza in tv”. Il fatto che la Presidenza del Consiglio abbia designato come “controparte degli esponenti del mondo della tv cinque funzionari dello Stato” è giudicato inaccettabile. “Le famiglie italiane – dice il documento – hanno il diritto di tutelare loro stesse”. La proposta che viene dal Coordinamento è che tale commissione sia composta da “personalità in grado di conoscere i problemi dei minori e di impegnarsi per l’affermazione dei loro diritti”. La nota conclude affermando che “dopo l’umiliazione inflitta ai genitori nella commissione di revisione dei film e dopo il progetto di legge Maccanico che consente la trasmissione di pellicole vietate nelle emissioni criptate, questo decreto rappresenta l’ennesima presa in giro nei confronti dei cittadini e delle famiglie”.