Un Forum delle associazioni e movimenti che si occupano della pastorale degli artisti. E’ una delle proposte della Consulta liturgica nazionale, riunitasi nei giorni scorsi a Roma; al centro dei lavori, la riflessione sul rapporto tra liturgia e cultura. “L’arte religiosa – ha detto mons. Giancarlo Santi, responsabile dell’Ufficio Cei per i beni culturali ed ecclesiastici – è una componente importante del progetto culturale, e si tratta di rilanciare bene quest’idea curando la formazione degli artisti, dei professionisti e del clero”. L’idea del Forum, spiegano i promotori, è nata proprio “per supplire all’isolamento in cui spesso si trovano le persone, le associazioni e le istituzioni laiche ed ecclesiastiche che operano nel mondo dell’arte”. La proposta di corsi di musicologia liturgica nei conservatori e di un eventuale riconoscimento economico per gli organisti sono “le strategie più efficaci per convincere pastori e fedeli sull’utilità del nascente repertorio nazionale dei canti liturgici”, ha detto don Antonio Parisi, presidente della sezione di musica liturgica della Consulta. All’accusa rivolta da insigni personalità musicali, come Riccardo Muti, di “buttar via un grande patrimonio musicale per affidarsi a dilettanti e a canzonettari”, padre Eugenio Costa ha risposto sottolineando che queste critiche “risentono di una visione mitica della musica in chiesa e non hanno alcuna percezione del progetto liturgico”.