14 FEBBRAIO, S.VALENTINO: LA CHIESA RIFLETTE SU GIOVANI E FIDANZAMENTO.

Si è aperto oggi a Roma, e proseguirà fino al 15 febbraio, il II incontro nazionale per i responsabili di pastorale familiare e della Consulta nazionale, su iniziativa dell’Ufficio Cei per la pastorale della famiglia e del Servizio Cei per la pastorale giovanile. Quali modelli di fidanzamento offrire ai giovani?. Questo uno degli interrogativi principali ai quali cerca di rispondere questo incontro. Se in passato, ha spiegato il sociologo Riccardo Prandini, “il fidanzamento significava un tempo di avvio risoluto e pubblico verso il matrimonio “, oggi “è un periodo di vita temporalmente molto esteso”, in cui “prevale la cultura dello stare insieme senza decidersi per legami stabili, cioè irreversibili”. “Che ci si sposi o no – continua Prandini – è soltanto un fatto di gusti e di valori personali. Il matrimonio diventa sempre più agli occhi dei giovani una sovrastruttura ingombrante; ciò che conta è il sentimento, l’amore, la comunicazione interpersonale, l’intimità”. La Chiesa, per il sociologo, “è riuscita ad elaborare una cultura dell’amore e del matrimonio sufficientemente aperta alla contemporaneità”, ma oggi è chiamata a ripensare i “percorsi di fidanzamento” da proporre ai giovani. Secondo il sociologo, bisogna dare spazio “ad un vero e proprio cammino” di educazione all’amore e di preparazione al fidanzamento “che parta dall’adolescenza”.