Mons.Sergio Pintor, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale della sanità, ha precisato ieri sera la sua posizione sul caso di Bella resa nota nel corso della conferenza stampa tenutasi nella stessa giornata alla Sala Stampa della Santa Sede. Tale posizione è stata ripresa oggi da diversi organi di informazione che hanno tuttavia tralasciato la successiva precisazione di cui pubblichiamo il testo integrale.”In merito alle dichiarazioni intorno alla sperimentazione della terapia Di Bella da me fatte nel corso della presentazione della VI Giornata Mondiale del malato nella Sala Stampa in Vaticano, intendo precisare quanto segue: tali dichiarazioni sono state fatte a titolo del tutto personale e non a nome della Cei; le stesse dichiarazioni vanno collocate nel contesto della conferenza stampa dove si poneva l’attenzione sulla centralità della persona e non sulla patologia; infine le dichiarazioni non intendevano pronunciarsi sulla validità o meno delle terapia Di Bella – fatto riservato alle persone competenti – ma semplicemente essere un invito a considerare tutti i risvolti umani del problema e a mettere insieme scienziati e centri di ricerca per moltiplicare gli sforzi per curare tutte le persone colpite da qualunque forma di tumore. Una cosa è certa: la centralità del malato non può essere disattesa”.