E’ questo il grande problema etico, comune a tutti i paesi, sia a quelli ricchi che oggi ripensano il rapporto fra economia e sanità, sia a quelli poveri cui manca del tutto il supporto dell’economia. Lo ha sottolineato mons. Sergio Pintor, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale della sanità, illustrando oggi ai giornalisti il programma della VI Giornata mondiale del Malato che si terrà a Loreto il prossimo 11 febbraio. Un appuntamento, volto a sensibilizzare l’attenzione sui temi della salute e della solidarietà per chi soffre, che quest’anno avrà come tema “Lo Spirito ci fa casa di salute e di speranza”. Momento centrale della serie di manifestazioni che inizieranno l’8 febbraio, sarà appunto il congresso internazionale dedicato ad “Economia e sanità. Priorità ed equità nella distribuzione della risorse”. Un’occasione per affrontare i vari problemi che si presentano, soprattutto a livello europeo, in una fase di riorganizzazione della gestione sanitaria. “Saranno riflessioni che non faranno chiasso – ha osservato mons. Pintor – ma che meriterebbero più attenzione, dai media perché la sanità non è solo malasanità ma anche servizio silenzioso di competenze e di dono di se stessi”.Sottolineando l’impronta internazionale della Giornata del Malato, mons. Javier Lozano Barragàn, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli operatori sanitari, ha denunciato “lo spreco di risorse per il controllo demografico, rispetto agli investimenti per le cure primarie di cui le popolazioni povere hanno bisogno”. In una fase di necessario rinnovamento dei sistemi sanitari, ha aggiunto il vescovo, occorre vigilare affinché “non si faccia della salute un mercato e si rispetti la dignità intangibile della persona”.