DON FERRO (MIGRANTES): “L’EMIGRAZIONE ITALIANA È ARRIVATA AL CAPOLINEA?”

A fare il punto sulla situazione degli italiani all’estero è don Elia Ferro, dell’ufficio per la pastorale degli emigrati della Fondazione “Migrantes”, intervenuto oggi a Milano ad un incontro sull’emigrazione italiana.Don Ferro descrive le problematiche della condizione degli italiani all’estero, che osserva, rimane “un’emigrazione strisciante, basti pensare ai 60.000 arrivi in Germania nel ’95, ai 40.000 studenti in Inghilterra o ai 100.000 tecnici in trasferta in diversi Paesi”. Secondo don Ferro è necessario sensibilizzare l’opinione pubblica italiana su questi temi. Ad esempio, afferma “come si spiega che il diritto al voto nei luoghi di residenza sia possibile per moltissimi Paesi ma per l’Italia resti insoluto da anni, nonostante le innumerevoli promesse?”. In questo “periodo delicato della seconda e terza fase dell’emigrazione”, ad avviso di don Ferro è necessario moltiplicare l’impegno, soprattutto da parte delle missioni cattoliche all’estero. Ma “il ridimensionamento dei centri di missione e la mancanza di personale – spiega – provoca apprensione sull’avvenire, anche perché i contesti culturali, sociali ed economici non sono favorevoli al riconoscimento delle diversità”. Don Ferro propone quindi alle parrocchie, alle associazioni e ai movimenti in Italia di “visitare i concittadini all’estero e far tesoro di questa esperienza, in modo che certi errori con i nuovi arrivati, le paure e gli anatemi possano essere sdrammatizzati”. Gli italiani nel mondo sono circa 5 milioni, quasi 2 milioni nella sola Europa. Le missioni cattoliche che seguono queste comunità sono 678 (circa 300 in Europa), con oltre 600 religiosi, 300 sacerdoti diocesani e 220 religiose coinvolti.