DONAZIONE DEGLI ORGANI: GLI INTERROGATIVI DELLA SCIENZA E DELLA MORALE

Dal punto di vista scientifico e morale sono molti gli interrogativi che il caso del piccolo Gabriele, il bimbo torinese nato senza cervello, ha lasciato aperti. “Anzitutto – spiega il prof. Francesco Compagnoni, domenicano, esperto di bioetica e preside della Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino – c’è il problema di come determinare in maniera certa la morte di un paziente senza compromettere la possibilità di un eventuale trapianto dei suoi organi vitali”. Questo problema, spiega il docente, “è tanto più complesso quando si tratta di un bambino, sul quale non è possibile compiere tutte le misurazioni cerebrali che si possono fare su un paziente adulto”. Infatti, ricorda Compagnoni, “il Comitato nazionale di Bioetica ha preparato due distinti documenti in proposito, uno per quel che riguarda gli adulti e un altro per quel che riguarda i bambini e la legge prescrive che la morte cerebrale sia dichiarata da due distinte commissioni”. Per un bambino, prosegue, “bisogna attenersi ai criteri classici della circolazione, della temperatura, dei riflessi, che possono lasciare margini di ambiguità”. Dal punto di vista pratico “è difficile determinare la morte del tronco cerebrale, anche perché c’è molto poco tempo per farlo, senza compromettere la funzionalità degli organi che si potrebbero trapiantare”. Infine, “dire che un coma è ormai irreversibile non è un ‘concetto tecnico’ assoluto”.