MONS. MAGGIOLINI AUSPICA UNA “LIBERTÀ AUTENTICA” PER LA SCUOLA NON STATALE

Lo Stato “è chiamato a ‘rimuovere gli ostacoli’ che si frappongono all’attuazione del diritto allo studio come diritto nativo di ogni cittadino”, ha detto il vescovo di Como, mons. Alessandro Maggiolini, intervenendo ieri sera ad un convegno sulla scuola libera, organizzato dalla diocesi in collaborazione con la Compagnia delle Opere. “Una libertà autentica – ha proseguito Maggiolini – deve essere riconosciuta alla libera scuola soprattutto nella scelta dei docenti”. Una libertà vera si misura anche sul versante prettamente economico: “Chi intende fruire del servizio reso dalla scuola libera è costretto, contemporaneamente, a pagare le tasse come se frequentasse la scuola a gestione statale, e, per sovrammercato, a pagarsi la libertà che intende far valere ed esprimere. C’è da temere che non ci si trovi in uno schema autenticamente democratico e pluralistico, quando la libertà, in un settore rilevante come quello della scuola, deve essere comprata”.Per il sovvenzionamento della scuola non statale, mons. Maggiolini pensa ad “un sostegno che assicuri il più possibile la libertà dei singoli istituti scolastici e non li costringa a soggiacere al rischio di un continuo ricatto attraverso convenzioni che sanciscano una precarietà”. Per questo, ha affermato, “la soluzione migliore pare essere quella di una sorta di ‘assegno’ attribuito alla famiglia o allo studente: un assegno spendibile, ovviamente, soltanto per pagare il servizio scolastico ricevuto”.