Lo ha detto al Sir Orlando Marquez, responsabile dell’ufficio stampa dell’arcidiocesi dell’Avana e direttore del mensile diocesano “Palabra Nueva”, che in questi giorni ha avuto la grande responsabilità di reggere all’assalto delle migliaia di giornalisti accorsi a Cuba in occasione della visita del Papa. Tra difficoltà di ogni genere, a cominciare dalla scarsa disponibilità di carta, la stampa cattolica a Cuba muove i primi passi: in quattro anni, sono nate 13 riviste di ispirazione cristiana, dai settimanali diocesani alle pubblicazioni di carattere culturale e la testata che vanta la maggiore anzianità (30 anni di vita) è “Vida Cristiana”, diretta da padre Rolando Cabrera. Facendo il punto sulla situazione della stampa cattolica nell’isola di Fidel Castro, Marchez racconta: “essere giornalisti cattolici a Cuba non è facile. C’è la concreta difficoltà ad accedere alla carriera giornalistica per chi appartiene ad una religione. Ci sono anche giornalisti che si sono convertiti e hanno lasciato il posto di lavoro”. Esistono però rapporti di collaborazione. “I giornalisti che lavorano nei media ufficiali – prosegue il direttore – leggono le nostre riviste e le apprezzano, ma c’è ancora un certo timore a collaborare anche se, devo dire, questo timore sta sempre più calando ed è cresciuta anche la libertà di esprimere il proprio pensiero”. “Palabra Nueva” è passata dalle iniziali mille copie alle 8700 attuali. “Considerato che ancora l’accesso ai mezzi di comunicazione ufficiali è limitato ad eventi eccezionali – ha detto Marquez – i giornali diocesani sono l’unica nostra voce”.