SPAGNOLO: NON È LECITO TENERE IN VITA UN NEONATO SENZA CERVELLO.

Antonio Spagnolo, dell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica di Roma, interviene sul caso del bimbo di Torino nato senza cervello: “Innanzitutto è necessario affermare che il neonato anencefalico è un individuo umano, a cui si deve lo stesso rispetto dovuto ad ogni altra persona umana: l’assenza dell’encefalo – che tra l’altro non è mai totale – non ne pregiudica l’appartenenza alla specie umana e non ne sminuisce il carattere di individuo umano vivente”.Inoltre, nota Spagnolo, “per prelevare gli organi, si propone e di fatto si attua una ‘rianimazione’ del neonato anencefalico. C’è da domandarsi, a questo punto, la liceità di questo intervento dal momento che esso non è motivato da nessun prevedibile beneficio del soggetto ma è fatto solo in senso strumentale al prelievo di organi. Peggio ancora sarebbe, potremmo aggiungere, quando la rianimazione è fatta unicamente per superare i limiti di vita extra uterina previsti da alcune legislazioni per il prelievo di organi da neonati (una settimana per quella italiana)”.Senza dimenticare che “molto spesso gli organi del feto anencefalico sono malformati o, comunque, ancora non completamente ‘maturi’ per poter essere utilizzati”. Dunque, conclude il docente, “l’approccio medico che sembra più rispettoso della dignità del feto anencefalico è quello di seguirlo dopo la nascita con le sole cure palliative e di conforto appropriate, come per ogni essere umano che sta morendo, fino all’arresto dell’attività respiratoria e del battito cardiaco”. E suggerisce: “Attraverso il battesimo del neonato anencefalico la Chiesa dia testimonianza alla famiglia e a tutta la comunità cristiana del rispetto incondizionato verso la vita umana”.