“La pre-adolescenza resta ancora un’etànegata”. Lo ha detto don Domenico Sigalini, direttore del Servizio Cei per la pastoralegiovanile, a margine dell’incontro che lo stesso organismo ha convocato oggi a Roma presso ilCentro Salesiano di Pastorale Giovanile per tracciare, con l’aiuto di circa 30 responsabilidiocesani, rappresentanti di associazioni e animatori, una valutazione delle esperienze in attonelle diverse diocesi italiane a favore dei ragazzi e delle ragazze che hanno un’età compresatra i 10 e i 14 anni. Ed è proprio per fare il punto della situazione e “per promuovere unprogetto di pastorale” che il Servizio Cei sta pensando di avviare una ricerca psico-sociologicasui preadolescenti che aggiornerà i dati pubblicati 10 anni fa nel testo “L’età negata”. “Rispettoal passato – ha fatto notare don Sigalini – i preadolescenti stanno anticipando i problemi chefino ad oggi si registravano nel mondo giovanile. Fanno emergere sentimenti di profondasolitudine, pongono con sempre maggiore insistenza domande religiose, sono profondamentecondizionati dai mass-media e preda calcolata della società di mercato, preoccupataesclusivamente a collocare i propri prodotti. Ed anche se manifestano una indiscussa capacitàad interiorizzare la propria vita, queste esigenze più profonde sono lasciate ad interventisporadici, che non li rendono protagonisti del loro stesso pensare”. “La Chiesa – ha continuatodon Sigalini – è grata alle associazioni che da tempo su questi ragazzi hanno impiegatoenergia e avviato progetti e strutture adeguate. In molti casi però la pre-adolescenza restaancora un’età negata”.