Il contributo dei cattolici alla riforma della scuola.

“La scuola non è soloefficientismo o individualismo”. Lo ha detto al Sir don Vincenzo Zani, direttore dell’Ufficio Ceiper l’educazione, la scuola e l’università, presentando i contenuti del convegno su “I cattolici, lascuola e l’università”, organizzato dall’Ufficio Cei il 23 e 24 gennaio a Roma. Secondo donZani, i due maggiori pericoli che corre oggi il mondo scolastico sono rappresentati dalla “derivaefficientistica”, che vede la scuola “solo in termini di efficienza e funzionalità”, e “l’eccessivoindividualismo, che sembra essere l’unico parametro con cui si costruisce la ‘nuova scuola”.Nel progetto di riforma del sistema scolastico, in altre parole, “mancano i criteri di fondo inbase a cui noi cattolici possiamo dare un parere motivato, ragionevole e fondato” sulleproposte del Ministro. Il ruolo dei cattolici nella scuola, allora, deve essere – ha detto don Zani- quello di “cogliere, all’interno del complessivo progetto di riforma, quegli spazi in cui sipossono tradurre, elaborare, presentare progetti educativi che tengano conto non di visioniideologiche, ma delle nuove domande educative che i giovani di oggi – i quali non sono più i’classici’ studenti di ieri – pongono alla scuola stessa”. Oggi, i ragazzi secondo il direttoredell’Ufficio Cei, “hanno un bisogno estremo di relazione, sono portatori di una domandaaffettiva che non è mai stata così evidente come oggi. In questo senso, quella della scuola èuna sfida di portata storica, che i cattolici non vogliono evadere, bensì raccogliere in tutta lasua valenza culturale”.