Nuova Guinea: un quarto della popolazione rischia di morire di sete

L’allarmeviene dall’agenzia Fides, che rende noto che “un milione e 200 mila persone, oltre un quartodell’intera popolazione della Papua Nuova Guinea, rischia di morire a causa della terribilesiccità che ha colpito il Paese”. “Da circa un mese – si legge nella nota – ha ricominciato apiovere, ma i benefici non si potranno avere prima di maggio-giugno. La situazione più difficileè quella nell’isola di Irian Jaya, la maggiore dell’arcipelago, divisa tra Papua Nuova Guinea edIndonesia”, dove a dicembre si contavano già 545 morti per la siccità. “La situazione più grave- spiega mons. Cesare Bonivento, vescovo di Vanimo, la diocesi più nord-occidentale dellaPapua Nuova Guinea – è presso le tribù dell’interno, che vivono di prodotti raccolti nellaforesta, non avendo terreno adatto alle coltivazioni e non potendosi spostare verso zone piùfertili”. Le comunicazioni, aggiunge il vescovo, sono molto difficili, e il terreno “è diventatosimile a cemento: non ci sono più sementi da piantare, perché tutto è stato divorato. In alcunezone già si contano centinaia di morti. Le piantagioni di caffè e di canna da zucchero deglialtipiani sono completamente distrutte: non ci saranno esportazioni, con la conseguenza chenon si potranno acquistare riso, carne, pesce e latte all’estero. Tutte le miniere sono chiuse,manca l’acqua potabile e le scuole non potranno riaprire a febbraio, dopo le vacanze”.