Mons. Talucci alla Cnal: “Fate conoscere alla gente il progetto culturale” (2)

Mons. Talucci non si meraviglia tanto del “silenzio dei laici” quanto “della poca aperturaall’esterno nel divulgare questa nuova sensibilità con un linguaggio più adatto”: “E’ più un ‘farecultura’ intorno al progetto, che non un tentativo di fare un progetto aperto alla cultura -afferma -. Così, per il solo gusto della ricerca culturale, si rischia di diventare quasiincomprensibili, mentre manca l’ansia di ‘volgarizzare’ questi contenuti per costruire un nuovomodo del ‘pensare cristiano'”.Il presule ricorda che “l’arte della Chiesa è quella della mediazione, di rendere cioè semplici lecose difficili”. Per questo le aggregazioni, data la loro caratteristica di essere vicine al “laicatocomune” devono “smettere di pensare solo allo ‘stare bene insieme’ e cominciare ad aprirsiinvece ad un discorso missionario rivolto agli ambienti esterni, diventando una presenza criticasul territorio”. Mons.Talucci rileva che spesso si presta più attenzione “all’educarsi” piuttostoche “all’educare l’altro”: questo è allora il momento per fare programmi concreti di iniziative, alivello diocesano e parrocchiale, proponendo “esperienze, dibattiti pubblici o pubblicazioni allaportata della gente che rendano visibile la Chiesa”, senza “lasciarsi impaurire dal termine’cultura’ “.Nel corso dell’assemblea la Cnal ha lanciato la proposta di un “laboratorio per il progettoculturale” che, a livello nazionale, possa approfondire alcune tematiche emergenti (scuola,sanità, giustizia, riforme istituzionali, ecc.). Questa esperienza del “laboratorio” potrà trovarespazio in un convegno delle aggregazioni laicali che il Servizio nazionale per il progettoculturale sta definendo in questi giorni.