“Perché lo sdegno non siriduca a rabbia passeggera ma agisca nel tempo occorre tornare a interrogarsi sullaresponsabilità educativa, sul minore controllo sociale, sulle strategie collettive attivate perrisolvere il problema”. In una nota sulla “piaga della pedofilia” l’Azione Cattolica di Milanocerca di capire le ragioni che sono a monte del fenomeno, invitando gli adulti a non cadere nel”rischio dell’ipocrisia”: “Lo scandalo, se lasciato a se stesso e non seguito da precise iniziative,rischia di apparire ipocrita – si legge nella nota – dal momento che non sempre viene messo indiscussione il retroterra culturale della pedofilia”.L’Azione Cattolica punta il dito contro una visione dell’uomo “connotata in termini edonistico-strumentali”, che giustifica anche una serie di altri comportamenti come il traffico sessuale daipaesi dell’Europa dell’est e del Sud del mondo, o il “duplice volto delle grandi città: attive,laboriose e frenetiche durante il giorno, città-bordello di notte” o la sessualità giovanile “vissutacome un consumo reciproco tra i molti a disposizione”.La nota insiste sulla necessità di interrogarsi in primo luogo sull’ “atteggiamento dell’adulto”,sul “diffuso permissivismo sessuale” e sull’ “indignazione per il caso feroce, che ci coinvolgeintimamente, e la normale trascuratezza di una cultura dell’infanzia infarcita di luoghi comuni eappiattita sul consumismo”. L’elaborazione di una legge e l’introduzione dell’educazionesessuale nelle scuole possono essere degli strumenti per arginare il fenomeno, ammette l’Acdi Milano, ma al tempo stesso “non si può ritenere risolutivo l’intervento legislativo”, néinvestire troppe aspettative sull’educazione sessuale. Quest’iniziativa, in particolare, purportando sicuramente un positivo “aumento di conoscenza e di consapevolezza”, si rivolgeperò più “alle possibili vittime che ai carnefici”, quando invece, precisano, “più che i bambinibisognerebbe educare gli adulti”.