Una conferenzainternazionale “che veda riunite tutte le forze politiche algerine, insieme al governo, perchépossano cominciare a trattare e a parlare liberamente del futuro del paese” è la propostalanciata oggi a Roma da Andrea Riccardi, presidente della Comunità di Sant’Egidio, pertrovare una soluzione pacifica alla crisi algerina.Riprendendo le parole del Papa che anche stamattina ha lanciato un appello per fermare lestragi nel paese africano, Riccardi ha esortato a riprendere la strada del dialogo, nonostantegli scarsi successi della Piattaforma di Roma “per una soluzione politica e pacifica della crisialgerina” promossa tre anni fa dalla Comunità di Sant’Egidio. Riccardi ha ricordato che ilgoverno algerino, a suo tempo, aveva rifiutato “la via del dialogo”.”Siamo convinti che il rispetto e la solidarietà verso l’Algeria chiedano di aprire un discorsonuovo per avviare un processo democratico – ha detto Riccardi -. Ormai occorre laresponsabilizzazione della comunità internazionale. La nostra autocritica è di aver fatto poco,insieme a tutto l’Occidente, perchè ci siamo lasciati intimidire dal ‘complesso dell’ingerenza’ “.Pur non rivestendo un ruolo ufficiale di mediazione, Sant’Egidio intende continuare a proporsicome “cassa di risonanza” del dramma algerino, perché, ha affermato Riccardi, “il verofallimento è la gente che muore”. Per questo, insieme ad Amnesty international, Sant’Egidiopromuoverà per il 22 gennaio prossimo una serie di manifestazioni silenziose in 4/5 cittàeuropee (Roma, Parigi e Bruxelles sono già sicure), dal titolo “Fermiamo la violenza. Pacesubito per l’Algeria”, durante le quali verrà diffuso un messaggio di solidarietà con lapopolazione algerina.