“Il grave pericolo – forsenon del tutto calcolato – è quello di avere una scuola, e per giunta quella elementarecaratterizzata da popolarità, tanto concentrata sul territorio da diventare chiusa, gretta,anacronistica, in un momento in cui ci sentiamo tutti chiamati a divenire abitanti del villaggioplanetario”: è quanto scrive la presidenza nazionale dell’Aimc (Associazione italiana maestricattolici) in una nota in cui commenta l’ipotesi della Lega Nord di istituire una “scuola padana”.Nel testo si sottolinea che l’Aimc “è convinta della necessità di una scuola situata nel territorio,ma non localistica”, e chiede al parlamento di procedere alle “necessarie riforme che da unlato consentano alle scuole radicamento nella comunità territoriale in cui e per cui operano,ma, al tempo stesso, chiara percezione di essere inserite in un sistema nazionale da cui passala stessa identità di un popolo”. Ad avviso dei maestri cattolici, la risposta a questi problemipuò venire solo da una “sana autonomia scolastica” che si presenta come la “regola delleregole, la riforma delle riforme” nel senso che deve consentire di dare vita a una vera”concertazione, corresponsabilità e forte senso di appartenenza” tra tutte le componenti dellascuola.