Sulle dichiarazionidel procuratore generale della Cassazione, Ferdinando Galli Fonseca, a proposito dellasomministrazione controllata degli stupefacenti, interviene Francesco Maria Agnoli, magistratoa Ravenna e già membro del Csm, spiegando che “l’inaugurazione dell’anno giudiziario èun’occasione particolare, un momento pubblico in cui il magistrato può esprimere anche leproprie opinioni. Nel caso in questione – ha commentato Agnoli – io non parlerei, come è statoscritto, di conflitto di poteri, ma di una questione di inopportunità”. In quel momento, infatti, “ilprocuratore generale della Cassazione parla a nome di tutta la magistratura. Si può dire,quindi, che Galli Fonseca abbia fatto passare per un’opinione dell’intera magistraturaun’opinione probabilmente personale. In questo senso, a mio avviso, le affermazioni delprocuratore risultano del tutto inopportune”. Alla questione se la somministrazione controllatadella droga violi o meno il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, Agnoli risponde:”Dipende da come la si fa. Se viene semplicemente proposto che lo Stato passi glistupefacenti a chiunque li chiede, lasciando i drogati a sé stessi e considerandoli così personeperdute, allora si tratta di una palese violazione di un diritto. Se, invece, si inquadra questotipo di intervento nell’ambito di una terapia finalizzata alla riabilitazione e al recupero, il cui fineultimo è la guarigione, si può dire – come io credo – che si tratta di un mezzo sbagliato, ma nonche si sia violato un diritto”.