Convegno Movi-Fivol: Volontariato e scelta della società civile

“Larga parte del volontariato italiano ha fatto la scelta della società politica, religiosa edeconomica, ma non quella della società civile. E finché vedrà la società civile in funzione dellasocietà politica non potrà fare alcun passo in avanti e avrà difficoltà a risolvere i suoi problemidi identità e di movimento ispiratore della nuova società”. Lo ha affermato ieri a RomaPierpaolo Donati, docente all’Università di Bologna, nel corso del convegno “Il volontariatonella transizione” promosso dal Movimento di volontariato italiano (Movi) e dalla Fondazioneitaliana per il volontariato (Fivol).Secondo Donati il volontariato soffre oggi di “una forte crisi d’identità” a causa della”burocratizzazione” nei rapporti con lo Stato, rischiando, al tempo stesso, “di cadere nellemaglie del mercato”. Donati ha messo in evidenza tra questioni cruciali che il volontariato èchiamato oggi ad affrontare: “non pensarsi come soggetto politico, ma civile; guardare infaccia il problema degli ‘interessi’; tornare ai rapporti con le ‘reti primarie’ ed informali, inparticolare con la famiglia”.Per Giuseppe Cotturri, docente all’Università “La Sapienza” di Roma, occorre riflettere a fondosui caratteri di questo periodo di “transizione”, nel quale il volontariato è diviso tra la spintaverso il cambiamento, il radicamento nella tradizione e le difficoltà di questa fase. “La difesadel progetto originario alimenta coesioni, affetti, ma anche allergie al nuovo o al diverso daquanto previsto – ha spiegato -; e l’apertura al nuovo, all’imprevisto, alimenta adattabilità,simpatia, cambiamento”.