Parità nella scuola: scende in campo la Consulta della diocesi di Torino

Dopoi recenti pronunciamenti della Fidae (Federazione italiana di attività educative) e dell’AzioneCattolica, sul tema della “parità” arriva da Torino la voce della Consulta diocesana per lascuola (22 associazioni cattoliche). In un documento dal titolo “Soldi alle scuole ‘private’ ?Discutiamone”, l’organismo diocesano afferma che tutte le scuole, “statali e non statalilegalmente riconosciute sono pubbliche” in quanto “svolgono un servizio pubblico”. Si ricordaquindi che la parità è un diritto costituzionale (artt. 3, 30, 33, 34); che non può esservi veraparità senza libertà di scelta e senza parità economica; che il “senza oneri per lo Stato” neiverbali della Costituente si riferiva alla “costruzione” di scuole non statali, non alla lorogestione. Nel testo, che verrà diffuso negli ambienti scolastici, parrocchiali, associativi delladiocesi, si sottolinea ancora che “il monopolio dello Stato in campo educativo è un sceltapolitica superata, ad alto rischio di democrazia e non in linea con i principi educativi europei”. Ilprof. Teresio Fraire, portavoce della Consulta, afferma che, con le manifestazionistudentesche dei mesi scorsi e l’ostilità manifestata nella Consulta studenti verso irappresentanti di scuole cattoliche, c’è il timore di “un ritorno ad atteggiamenti di intolleranzaantidemocratica che pensavamo di tempi passati”. Per questo è importante – conclude laConsulta – che Il nostro Paese adotti finalmente la risoluzione del Parlamento europeo del1984 “che prevede e chiede ai paesi membri il rispetto del principio di libertà di educazione”.