L’Ac propone la parità scolastica come vera e propria “riforma istituzionale”

La questione della “parità scolastica” va vista non solo come tappa delle riforme cheinteresseranno nei prossimi anni la scuola del nostro Paese, ma come un elementoqualificante del processo di “riforma istituzionale” in atto: lo dice la presidenza nazionaledell’Azione Cattolica Italiana nel documento diffuso oggi alla stampa, dedicato appunto alla”parità scolastica”. E’ singolare – dice l’Ac – che “in un tempo in cui si registra una più vivasensibilità nel promuovere le diverse realtà presenti nella società civile …si continui amantenere di fatto un atteggiamento di preclusione e di sospetto nei confronti della scuola nonstatale”. Secondo l’Ac, ciò è privo di giustificazione, non solo alla luce del dettato costituzionale(art. 33, comma 4), ma anche per gli apporti che la scuola non statale, in particolare quellacattolica, da sempre offre alla società italiana. L’associazione giudica positivamente il disegnodi legge approvato dal Consiglio dei ministri sul “sistema pubblico dell’istruzione e dellaformazione”, anche se non si nasconde che la situazione finora è stata di un “sistemaingessato”. Le scuole non statali, secondo l’Ac, debbono poter operare liberamente e lo statoha il compito di verificare che gli esiti siano rispondenti a quanto richiesto a tutto il “sistema”scolastico pubblico. Naturalmente, questa libertà ha tra le sue condizioni essenziali quel”sostegno economico nelle forme più idonee a garantire concretamente la libertà di sceltadelle famiglie e degli studenti”, come del resto avviene – dice l’Ac – negli altri Paesi dell’UnioneEuropea.