Spagnolo (Istituto Bioetica): “gli Stati rispettino la persona umana”.

L’episodiodel genetista americano che ha annunciato in questi giorni la sua intenzione di procedere allaclonazione umana, nonostante l’opposizione delle autorità degli Stati Uniti, viene commentatoda Antonio G. Spagnolo, docente all’Istituto di bioetica dell’Università Cattolica di Roma:”L’idea di duplicare l’essere umano è il massimo dell’artificialità nella procreazione – afferma -.Le recenti dichiarazioni di avventurieri della fecondazione artificiale che hanno annunciatol’intenzione di procedere ugualmente alla clonazione trovano, a livello europeo, una chiararisposta che ribadisce l’interdizione di qualsiasi ipotesi di clonazione dell’uomo”.Il prossimo 12 gennaio si aprirà infatti a Parigi il protocollo alla convenzione europea dibioetica che vieta la clonazione degli esseri umani, chiamando alla firma i 40 Stati membri delConsiglio d’Europa. Eppure, precisa Spagnolo, in un’affermazione finale di questo protocollo èpresente un grande “paradosso”, perché si delega alla volontà dei singoli Stati la definizionegiuridica di “essere umano”: “Gli Stati e le leggi positive hanno il compito di riconoscere, non dicreare una definizione di essere umano, in quanto non è l’autorità ma la verità che fa il diritto -sostiene Spagnolo -. Questo paradosso rimanda alla medesima volontà di lasciar fuori unaqualsiasi presa di posizione circa lo statuto dell’embrione umano nelle sue fasi iniziali disviluppo, per cui ora si arriva a sottindere che a seconda dello Stato in cui l’embrione verràconcepito si potrà o meno procedere alla clonazione, a seconda, cioè, che lo Stato consideri ono un essere umano”. Spagnolo si augura che gli Stati membri, prima di firmare, “si rendanoconto del grave significato dell’affermazione finale del protocollo” e invita ogni paese a”rafforzare la propria coscienza etica ed il proprio grado di rispetto per la persona umana intutti i suoi stadi di sviluppo”.