Segni di speranza per i cattolici in Cina

“Ci sono molti segni di speranza nellaChiesa sotterranea in Cina, sebbene essa sia perseguitata. La fede dei seminaristi e dei fedelicresce per il buon esempio dei loro vecchi sacerdoti e vescovi, nella preghiera e nel sacrificioquotidiano”. A parlare è il cardinale Ignazio Gong (Kung) Pin-Mei, 96 anni, vescovo di Shangaiesiliato negli Stati Uniti da dieci anni, in un’intervista rilasciata in questi giorni all’agenziainternazionale Fides.Secondo quanto riferisce il cardinale Gong, durante mezzo secolo di persecuzioni da parte delgoverno cinese il numero dei cattolici è passato da 3 a 8 milioni ed è anche aumentato ilnumero delle vocazioni religiose. “Questa è la prova che lo Spirito Santo guida e protegge laChiesa sofferente – afferma – In Cina non abbiamo certo una situazione ideale o bibliotecheben fornite per i seminari non ufficiali, ma non è il benessere l’unico modo per nutrire la fede.La storia dovrà ricordare la ben salda fede della Chiesa cattolica cinese. Numerosissimi preti efedeli, di cui alcuni molto giovani, non sono venuti meno ai loro doveri, sfidando prigione,spargimento di sangue e martirio. La Chiesa cattolica rimarrà in Cina per sempre. Il sanguedei martiri è germe della Chiesa”.E ai fedeli di tutto il mondo il cardinale Gong chiede di pregare “affinché lo Spirito ci dia laforza e non ci faccia temere le sofferenze per giungere alla pienezza della fede. Spero anche -aggiunge – che la Chiesa universale ci aiuti economicamente a formare i seminaristi, adaiutare i sacerdoti nel loro lavoro pastorale e ad assistere i religiosi anziani”. E al governocinese, precisa, “continuerò ad appellarmi perché liberi tutti i vescovi cattolici, i preti e gli altrifedeli che sono ancora in carcere, riconosca la Chiesa cattolica romana e le permetta diannunciare liberamente la buona novella del Signore”.