Mons. Egger: “La popolazione dell’Alto Adige è insoddisfatta”

“Più che infelice,direi che la popolazione dell’Alto Adige è insoddisfatta perché spesso non trova più il tempoper le cose importanti”. Lo ha detto mons. Wilhelm Egger, vescovo di Bolzano ai microfonidella radio Rai regionale. “Anche in politica talvolta – ha proseguito il vescovo – sono visibilisegnali di insaziabilità: non appena si è aggiunto un risultato importante, subito si pensa già altraguardo successivo”. Ripercorrendo le principali tappe che hanno caratterizzato la vita delladiocesi nel 1997, mons Egger ha sottolineato l’ordinazione dei primi diaconi permanenti el’inaugurazione della Casa Emmaus, la prima struttura per malati di Aids in Alto Adige, gestitadalla Caritas diocesana. Poi ha aggiunto: “il rinnovamento della Chiesa deve passare ancheattraverso i laici, ma bisogna trovare la forma giusta: ci sono coloro che parlano a gran voce dirinnovamento e quelli che invece lavorano in silenzio, come i 3.000 membri dei nostri consiglipastorali parrocchiali o come i tanti gruppi di solidarietà. Sono questi i segnali di una Chiesaviva, che in Alto Adige oggi è un modello di convivenza”. Ribandendo poi il suo impegno per”trovare l’unità tra le diverse posizioni all’interno della Chiesa”, il vescovo ha concluso la suaintervista con un’invocazione allo Spirito Santo. “L’Alto Adige e il mondo intero – ha detto -hanno bisogno di questa forza ispiratrice che possa traghettare gli uomini dal caos al cosmo,da una confusione di voci a un mondo più ordinato”.