“Tra lerovine deivostri paesi state forse scrivendo una delle pagine più significative della vostra storia”. Loha detto il Papa, rivolgendosi ai fedeli radunatisi ad Annifo (Umbria), prima tappa della suavisita ad alcuni centri colpiti dal terremoto del 26 settembre scorso. “L’evento sismico – hacontinuato Giovanni Paolo II, parlando alla folla dalla chiesetta-container di S. Elena (donatadalla Caritas, in sostituzione di quella originale, completamente distrutta) – non hacancellato dai vostri cuori il tesoro più grande: il patrimonio di valori cristiani ed umani, cheda secoli tengono unite le vostre comunità. Anzi, il terremoto ha messo in evidenza inmodo sorprendente le risorse umane e spirituali di cui disponete”. Nello “scenario didistruzione” che gli si è presentato sotto gli occhi, ha detto il Papa riferendosi al viaggio chelo ha portato in quelle zone, ci sono “gli emblemi di un’intimità ferita, di legami umaniviolati, di una continuità storica interrotta, di un senso di sicurezza perduto”; c’è”l’angoscia di quanti hanno visto crollare, con l’abitazione, il frutto di risparmi e di sacrificidi anni di vita”, la sofferenza dei malati, ancora “più deboli e soli”, lo “smarrimento deipiccoli”. Soprattutto, ci sono le “persone morte in quei tragici eventi”, il cui ricordo devesuscitare in tutti “l’impegno a ricomporre al più presto gli ambienti in cui hanno vissuto,lavorato, pregato, amato”. “Un grande segno di speranza, di amore fraterno in cui vediamoriflesso l’amore di Dio per noi”: così mons. Arduino Bertoldo, vescovo di Foligno, hadefinito la visita del Papa, chiamandola “festa della gratitudine” e comunicando al Papa la”ferma determinazione” della gente di Annifo di “riprendere la normalità della vita,ricostruendo le nostre case, fabbriche e chiese”. (segue)