Una Conferenza degli stati generali della scuola cattolica, nel 1999. Lo ha proposto il Consiglio nazionale della Scuola cattolica, riunitosi in questi giorni a Roma. “Il senso della Conferenza – ha spiegato l’arcivescovo mons. Cesare Nosiglia, presidente del Consiglio nazionale della Scuola cattolica – è quello di presentare all’opinione pubblica il volto di una scuola che ponga al centro del suo progetto culturale e formativo la persona dell’alunno, il riferimento primario alla famiglia e alla società italiana”. “Il nostro obiettivo – ha proseguito Nosiglia – sarà quello di far cogliere quanto la scuola cattolica sia ‘scuola’, scuola di tutti e per tutti, aperta, pluralista, in costante dialogo con la gente e la società”.Sempre nel corso dell’ultima riunione il Consiglio nazionale ha preso posizione sul decreto legislativo che innalza a dieci anni l’obbligo d’istruzione scolastica. “Se il provvedimento mira ad adeguare il livello di scolarizzazione italiano alla media europea – si è ribadito – resta vero che, privilegiando come unico canale quello scolastico, rischia di ridurre ad un ruolo del tutto residuale il servizio degli Enti di formazione professionale e, in assenza di itinerari differenziati e personalizzati, di accentuare il fenomeno della mortalità scolastica”.