E’ stata la voglia delle famiglie di “uscire dalla paura, dalla solitudine, dalla mancanza di senso” che ha “salvato” la parrocchia Resurrezione, nella periferia sud di Bari, 12 mila anime, più di tremila famiglie. A raccontarlo è stato il parroco, don Franco Lanzolla, nel corso della 48a Settimana nazionale del Centro di Orientamento Pastorale (Cop), conclusasi oggi a Salsomaggiore (Parma) sul tema: “Creatività dello Spirito e programmazione pastorale”. Quando è arrivato don Franco, il quartiere era “uno spazio anonimo, disaggregato, senza riferimenti culturali”, la cui unica “realtà socialmente visibile” era la presenza di circa 150 malavitosi, padroni del territorio, su cui esercitavano un controllo indisturbato. “In chiesa non c’era nessuno – ha raccontato don Franco – , così ho cominciato dalla strada. I bambini mi hanno portato alle nonne, le nonne alle mamme, le mamme ai papà, quando c’erano…”. Famiglie intere in mano alle donne: sono così, molte famiglie del Sud. Per questo “bisognava ricostruire prima di tutto la relazione coniugale. La Parola ci ha salvato, ha creato un dinamismo, ha dato la forza alle famiglie di scendere per strada, come unici modelli alternativi alla malavita imperante”. Dalla famiglia sono nati altri itinerari di fede, per i giovani, gli anziani, i lontani. E’ nato “l’oratorio all’aperto”, come lo chiama il parroco: “Sulla strada, abbiamo adottato i figli degli altri: quelli delle 120 famiglie ‘a delinquere’. Realizzare la speranza, per noi, ha significato dare la speranza, trasformare i sogni di Dio in progetti pastorali, fare della parrocchia una casa che sa sognare con le lacrime dell’amore e con mani operose”.