A offrire uno sguardo d’insieme sulla formazione dei catechisti in Europa è stato don Emilio Alberich, docente di catechetica alla Università Pontificia salesiana, intervenendo oggi ad Assisi al 33° convegno nazionale dei direttori degli uffici catechistici italiani. Don Alberich ha fatto prima una distinzione tra i diversi livelli e specializzazioni della catechesi: gli operatori di base, gli operatori intermedi e i responsabili ed esperti, i catechisti per le diverse età, nella famiglia, nella scuola, negli itinerari catecumenali, con i disabili. Ha evidenziato quindi alcuni tratti comuni nei diversi paesi europei: Francia, Italia e Spagna contano circa 350.000 catechisti ciascuno e aumenta il numero nei paesi dell’Est. E’ da rilevare la grande “ascesa dei laicato” (per il 90 per cento donne), e una “diffusa lamentela che riguarda uno scarso impegno nella formazione, soprattutto nei seminari”. “La formazione pastorale e catechetica dei sacerdoti è ancora inadeguata”, perciò secondo don Alberich è necessario “investire di più nella formazione, in risorse umane ed economiche, dare priorità alla catechesi degli adulti e alla specializzazione della catechesi”. Fare il punto sul rinnovamento della catechesi, ha precisato, significa anche riconoscere “che sono ancora troppi i nostalgici dei catechismi tradizionali, mentre la formazione non deve essere istruzione ma ‘trasformazione’ interna della persone”. In questo senso, molto valide sono esperienze come il “racconto di vita” o il “racconto di pratica pastorale”‘. Don Alberich ha concluso suggerendo di affiancare allo studio della teologia anche quello delle scienze umane, soprattutto “i saperi antropologici, pedagogici e quelli che riguardano la cultura e le comunicazione sociali”. (segue)