OCCUPAZIONE IN CALO: OPERTI, “I RIMEDI CI SONO MA NON VENGONO APPLICATI” (2)

Ad avviso del direttore dell’Ufficio Cei per il lavoro, vanno rimosse alcune cause che impediscono l’adozione delle misure necessarie per far fronte al problema dell’occupazione: “In primo luogo i mutati scenari economici in chiave europea rendono pressoché indispensabile, anche per le politiche del lavoro, il superamento dell’ottica prevalentemente nazionale”. In secondo luogo è necessario, avverte don Operti, che “il modello di sviluppo che le politiche europee intendono avviare e perseguire, non sia esclusivamente di carattere neo-liberistico con la ripresa dei vecchi miti a proposito degli automatismi regolatori del libero mercato”.Inoltre “i servizi alla persona e alla collettività, se regolamentati secondo criteri di efficienza e di solidarietà, possono veramente costituire quei nuovi bacini di lavoro di cui tanto si parla e che si stenta a far partire in modo non residuale o marginale. Si evince pertanto, ancora una volta, il ruolo della formazione della persona, sia a livello scolastico che professionale e l’urgenza di una riforma complessiva”. Infine, conclude Operti, “in questa cornice, indispensabile per progettare un corretto incremento di occupazione, non vanno certamente dimenticati i valori di fondo della convivenza sociale. In questa direzione sembrano muoversi i patti territoriali e i contratti d’area”.