Pubblichiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana. Vince il Polo nel ballottaggio di primavera, conquistando diverse città prima governate dall’Ulivo. In particolare, ed è forse il dato più significativo, le opposizioni fanno quasi il pieno al Nord, fino a Parma, e si affermano a Lucca, tradizionale isola “bianca” nella Toscana “rossa”.Non è certo il caso di trarre eccessive conseguenze politiche da questo voto amministrativo e parziale. Si possono però forse sottolineare alcuni dati di fondo. Il primo è l’emergere, sui tempi medio-lunghi, della tradizionale geografia elettorale del Paese, uscita sconvolta dalle trasformazioni avvenute all’inizio degli anni Novanta. Sarà interessante verificare come questa tendenza potrà interferire con l’offerta politica attuale, ed in che misura ne determinerà l’evoluzione. Si pone così nuovamente la questione del sistema elettorale per le consultazioni politiche, che resta, tra iniziative referendarie e proposte dei partiti, il vero convitato di pietra di un processo di riforme istituzionali ormai congelato. Anche il crollo della partecipazione al secondo turno si spiega con gli effetti del sistema elettorale a due turni con ballottaggio. I cittadini italiani hanno ancora una volta dimostrato di scegliere sulla base di alternative effettivamente presentate. E l’elettorato si sta abituando alla verifica, ad un voto concreto, alla alternanza sulla base di concreti riscontri.Questo stimolo alla concretezza vale anche evidentemente sul piano politico più generale. In effetti, dopo la volata per l’Euro, è questo il tempo della concretezza, tanto per il governo, che per le opposizioni. Le questioni sul tappeto sono molte, e ben note a tutti. E il tempo stringe.Basta, ad esempio, citare la questione immigrati per dire della difficoltà che stiamo attraversando. Al di là degli aspetti di ordine pubblico e di solidarietà, essa richiama il problema della ci ttadinanza, cioè di quel vincolo, di tipo giuridico, ma anche sociale e culturale, che sta alla base di una formazione statale. Essa sostanzialmente si basa sul vincolo costituzionale, ma anche su una serie di comportamenti, di valori condivisi, di cultura comune. Questo vincolo, queste relazioni, questo senso della comunità, non è dato una volta per tutte, occorre continuamente ricrearlo. Esso inoltre non si applica più semplicemente alle tradizionali questioni. Le nuove potenzialità della tecnologia, e l’orizzonte della globalizzazione introducono nuove tensioni, necessitano di risposte sempre più adeguate. Su queste è necessario che si sviluppi un vero dibattito, e che ognuno faccia la sua parte per far crescere l’intero corpo sociale.Il dibattito politico è come sempre in fibrillazione. Anche questo dato ricorda che la transizione è in corso. Tanto più che la politica non può più permettersi di essere autoreferenziale. Certo non è facile, ma la politica ha bisogno di più concretezza, ma anche di più profondità. Una “quadratura del cerchio” tanto difficile, quanto necessaria.