Il presidente delle Acli di Palermo, Angelo Capitummino, è intervenuto presso il presidente della Camera Violante e il sottosegretario agli Interni Sinisi, per sottoporre loro il caso di due giovani tunisini, ospiti presso il centro di accoglienza di Agrigento, fuggiti dal loro paese in quanto perseguitati politici. “I due giovani – dice Capitummino – sono esponenti del movimento universitario studentesco, organizzazione non riconosciuta dal governo tunisino; sono stati già incarcerati e torturati a causa delle loro idee politiche e se dovessero essere rimpatriati con la forza rischierebbero un nuovo arresto e altre pesanti forme di ritorsione”. “Noi delle Acli – prosegue Capitummino – pensiamo che al più presto ai due giovani vada concesso lo status di rifugiati, in quanto perseguitati politici, mentre per quanto riguarda gli altri immigrati giunti nei giorni scorsi in Sicilia, non dimentichiamo che si tratta di uomini disperati in cerca di un pezzo di pane e di un lavoro; uomini illusi e sfruttati, vittime nel loro paese di racket sopportati o guardati con compiacenza”. “Anche a queste persone – conclude Capitummino – va offerta la solidarietà umana e cristiana, in attesa di un intervento organico ed equo della comunità internazionale”.