“In Italia, è molto più facile separare una famiglia che sciogliere una società”. Questo il commento di Giovanni Spallone, del Forum delle associazioni familiari, al progetto di legge in materia di separazione e di divorzio, elaborato dalla Commissione Giustizia della Camera. Il testo unico, ora pronto per andare in Aula, secondo Spallone è “contraddittorio”, e va “verso una banalizzazione della separazione”. Tra le novità del testo legislativo, l’introduzione dell’affidamento congiunto dei figli ad entrambi i genitori, la scomparsa dell’addebito della separazione, l’istituzione di un “fondo di mantenimento” per gli assegni che i coniugi devono corrispondere. Il testo unico, per Spallone, “ha il merito di cercare di cercare di assicurare ai figli di separati un progetto educativo comune ad entrambi i genitori”. Un passo avanti soltanto teorico, questo, contraddetto nella prassi “dall’affidamento di tutta la materia della separazione ai magistrati ordinari che non possono gestire un settore così delicato mantenendo contemporaneamente gli altri impegni di cui sono oberati”. Di qui, secondo il rappresentante del Forum, la necessità di creare “giudici specializzati” in separazioni e divorzi, per non correre il rischio di una “standardizzazione dei processi educativi che si traduca poi in un semplice espletamento di procedure burocratiche”. Il “fondo di mantenimento”, inoltre, “è un’ulteriore deresponsabilizzazione dei coniugi e una sorta di ‘premio’ ai genitori che si separano, rispetto a quelli che rimangono fedeli ai loro impegni”. Lo Stato, invece, “dovrebbe mettere i genitori che chiedono la separazione di fronte alla gravità di quello che stanno facendo, invitandoli a prendersi la responsabilità del fallimento della loro famiglia e facendo sì che i figli ne subiscano il meno possibile le conseguenze”. Anche la figura di un “avvocato dei minori”, per Spallone, sarebbe del tutto negativa, perché “introdur rebbe un nuovo soggetto esterno alla famiglia e anch’esso deresponsabilizzante rispetto ai genitori”.