VOTO ITALIANI ALL’ESTERO: ACLI, “SI È RIPETUTA UNA BEFFA”

“Il sentimento più diffuso tra gli italiani all’estero non è tanto di delusione o sorpresa ma di indignazione. Ieri alla Camera, in quarta lettura, ancora una volta si è ripetuta la beffa”: è il commento di Lorenzo Losi, presidente delle Acli in Gran Bretagna, appena appresa la notizia della mancata approvazione alla Camera della legge costituzionale sul voto degli italiani all’estero. La legge era già stata bocciata in Senato nel ’93. “Io credo che nessuno possa parlare di questa vicenda senza arrossire, almeno per quanto riguarda i parlamentari, i quali attraverso i capigruppo di tutti gli schieramenti parlamentari (ad eccezione di uno) si erano pubblicamente impegnati a portare a soluzione questo problema”. Losi ricorda che “non succede a nessun’altra comunità di cittadini all’estero che non sia consentito il diritto di votare in loco per elezioni politiche del paese di origine. Si tratta di una questione di civiltà e dignità per 4 milioni di connazionali che sono all’estero”.Anche Giovanni Ascani, responsabile Acli per l’emigrazione, deplora l’accaduto: “Non ci sono parole per qualificare questo ennesimo tradimento – afferma – e la delusione e la rabbia sono grandissime. Si è conclusa una sceneggiata nel peggiore dei modi. Si è tenuta aperta la speranza fino all’ultimo per poi stroncarla alla quarta e definitiva votazione. Molti di quelli che a parole di sono dichiarati a favore di questo progetto di riforma, mentre di fatto non lo erano, hanno calato la maschera, non presentandosi in Parlamento. Ci sono sicuramente modi più nobili per affermare un dissenso e modi più seri per mantenere un impegno”.