Secondo l’agenzia internazionale Fides, che pubblica questa settimana un dossier sul Vietnam, il pellegrinaggio dal 13 al 15 prossimi agosto al santuario di Nostra Signora di La Vang sarà “un banco di prova per mostrare un reale desiderio di apertura del governo verso le religioni”. In questi ultimi giorni il governo vietnamita, nonostante cauti segnali di disponibilità nei confronti delle religioni, ha frenato l’afflusso di pellegrini (dal Vietnam e dall’estero) che intendono recarsi al santuario di La Vang per festeggiare il 200mo anniversario delle apparizioni della Madonna: “All’interno del paese la polizia locale sconsiglia il viaggio ‘per ragioni di sicurezza’ – riferisce Fides -. La polizia fa notare anche ‘la scomodità’ per giungere al santuario, dicendo che i fedeli dovrebbero camminare per 30 o 40 chilometri. In realtà il piazzale del santuario si trova a 6 chilometri dalla grande autostrada n.1, a un’ora di auto dall’antica capitale. Le agenzie di viaggio sono state diffidate dall’accompagnare turisti sul luogo”. La festa di “La Vang”, precisa Fides, “sta diventando un braccio di ferro fra la Chiesa vietnamita, che chiede di svolgere un servizio religioso, e il governo, che vuole controllare ogni passo della popolazione, in un periodo di insoddisfazione economica e di aperta critica alla leadership”. Nonostante gli ostacoli i responsabili del pellegrinaggio prevedono comunque la partecipazione di almeno 120.000 persone, ma gli stessi affermano “che se ci fosse pubblicità dell’avvenimento i visitatori potrebbero superare il milione”.