PADRE VITO MAGNO A NINO MANFREDI: “NON CHIUDERE MAI LA PORTA A DIO”

“Non credo che dallo sfogo di Nino Manfredi, riportato dai giornali di oggi, si possa dedurre una professione di ateismo. Mi pare che l’attore non chiuda le porte a Dio, non solo perché rispetta i comandamenti e dice di sentirsi tranquillo per questa osservanza, ma soprattutto perché si pone un interrogativo ‘il giorno che incontrassi Dio gli chiederei dov’eri quando…?'” Così padre Vito Magno, sacerdote rogazionista e direttore della rivista “Rogate Ergo”, commenta al Sir la dichiarazione di ateismo dell’attore Nino Manfredi. “La condizione umana, spiega padre Magno, specie in chi la vive intensamente, può conoscere un senso di abbandono”, lo stesso manifestato da Cristo che sulla croce si rivolse al Padre con il grido ‘Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?’. Per non parlare dell’inaccessibilità propria di Dio che secondo il padre rogazionista “ha tormentato e continua a tormentare milioni di persone, persino santi come Teresa D’Avila”, che morì rinnovando il suo atto di fede. Decifrare Dio è dunque difficile, ma è saggio, continua padre Magno, “sforzarsi di riconoscerlo nelle tracce di Sè presenti nelle vicende umane, senza cadere nello sconforto”. Gli eventi del quotidiano anche se segnati da tragedie, presentano anche “episodi toccanti di bontà”. Per rintracciare “il filo dall’alto”, bisogna tenere in considerazione – è l’appello di padre Magno – che “accanto una storia di lacrime, esiste una storia riscritta da uomini di buona volontà, fatta da prodigi di generosità.” In ogni cosa che accade conclude padre Vito, “c’è un po’ di Dio, sta all’uomo scoprirlo”.