Una delegazione delle Nazioni Unite, guidata dall’ex presidente portoghese Mario Soares, è da ieri ad Algeri, su mandato del Segretario generale dell’Onu, Kofi Annan. Sul ruolo della delegazione Onu, mons. Henry Teissier, arcivescovo di Algeri ha detto all’agenzia internazionale Fides “che essa dovrà conoscere la situazione e comprenderla. Poi dovrà aiutare l’opinione pubblica internazionale a farsi una idea corretta su ciò che accade in Algeria”. Solo dopo questa fase, continua l’arcivescovo, “la delegazione potrà parlare con le autorità di Algeri per trovare il modo di risolvere i problemi”. Alle cautele dell’arcivescovo si aggiungono “i limiti strettissimi entro cui la delegazione potrà muoversi”. “Le autorità, riporta Fides, hanno autorizzato la visita a condizioni che non ci siano azioni successive di nessun genere. La delegazione potrà visitare solo due luoghi dei massacri che sono stati scelti dallo stesso governo algerino”. Secondo organizzazioni per i diritti umani “la delegazione di Soares ha poco potere per far luce sui massacri” alcuni dei quali, secondo un rapporto di Amnesty international del 18 novembre, vedevano la responsabilità delle autorità algerine, coinvolgimento denunciato anche da altre associazioni. Nel corso di quest’anno, ricorda l’agenzia Fides, “altre due missioni dell’Unione europea hanno visitato l’Algeria ma ad esse è stato impedito di parlare con gli scampati alle stragi e con esponenti del Fis (Fronte islamico di salvezza)”. In sei anni la crisi algerina ha provocato 80 mila morti.