SUDAN: COMBONIANI, “LA TRAGEDIA DELLA CARESTIA NON È UNA FATALITÀ”

“La carestia che sta colpendo la parte meridionale del Sudan non è una fatalità”: lo afferma padre Manuel Augusto Lopes Ferreira, padre generale dei missionari comboniani, come riportato dall’agenzia missionaria Misna. “Se da una parte è chiaro che si tratta di un vero e proprio disastro umanitario – dice -, dall’altra non è lecito misconoscere le responsabilità delle parti belligeranti e della comunità internazionale di fronte ad una simile emergenza”.Da tempo il mondo missionario si è mobilitato per denunciare la drammatica situazione sudanese, ma gli appelli sono caduti sempre nel vuoto. “Come mai si grida solo ora” nota padre Lopes Ferreira, ricordando la necessità che le istituzioni internazionali esercitino una forte pressione durante le imminenti trattative tra il governo sudanese e l’esercito di liberazione popolare del Sudan, che si terranno alla fine di agosto ad Addis Abeba. “Occorre innanzitutto e soprattutto costringere le parti in lotta a realizzare una piattaforma negoziale come condizione indispensabile per una soluzione della crisi – suggerisce -. Inoltre, il ‘cessate il fuoco’, recentemente proclamato, è chiaramente insufficiente per garantire non solo la distribuzione degli aiuti, ma per assicurare un adeguato margine di sopravvivenza a centinaia di migliaia di innocenti”.