“Un forte richiamo alla responsabilità di ogni vescovo nei confronti del suo ministero episcopale”. Così il teologo Rino Fisichella, che il 12 settembre prossimo sarà ordinato vescovo, definisce – in un intervento che verrà pubblicato sul Sir di domani – la lettera apostolica “motu proprio” del Papa “Apostolos Suos”, sulla natura teologica e giuridica delle Conferenze dei vescovi. Nel documento, infatti, spiega Fisichella, viene detto che il vescovo “non può delegare ad alcuno ciò che comporta la sua diretta responsabilità nei confronti del popolo a lui affidato e dinanzi a tutta la Chiesa universale”. In questo compito, precisa però il teologo, “il vescovo non è lasciato solo; è sostenuto dall’insieme di tutti i vescovi che, insieme con lui e mai senza di lui, formano l’unità indissolvibile del Collegio apostolico nel legame unico che tutti unisce a Pietro e sotto Pietro”. La lettera del Papa, secondo mons. Lorenzo Chiarinelli, vescovo di Viterbo e presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede e la catechesi, mira “a non appiattire le Conferenze episcopali su forme pur legittime e spesso necessarie o utilissime, di un generico ‘convenire’ ecclesiale”, e a ricordare che “la comunione ecclesiale è bene unitario e totale, garantito ultimamente dal ministero petrino”.