LETTERA APOSTOLICA DEL PAPA SULLE CONFERENZE DEI VESCOVI (2)

Rispondendo a chi faceva notare che l’unanimità potrebbe essere un limite alla libertà ed alla creatività delle Conferenze episcopali, il cardinale Ratzinger ha spiegato che “il rispetto delle minoranze fa parte della tradizione del vero umanesimo. Le minoranze sono importanti soprattutto nel caso delle Conferenze episcopali. Vogliamo tener presente il fatto che nella storia non raramente i singoli hanno portato avanti la fiamma della verità e del progresso contro correnti dominanti e che proprio la voce del singolo ha il suo peso”. Il cardinale ha poi precisato che le questioni sollevate dalla lettera del Papa non sono “problemi pratici su cui una maggioranza deve decidere” ma “problemi di dottrina, cioè della verità. E il principio della maggioranza finisce dove comincia il problema della verità. Sulla verità non si decide a maggioranza ma con intelligenza e saggezza”.Alla richiesta di indicare qualche esempio relativo agli interventi dottrinali a cui le Conferenze episcopali potrebbero essere chiamate, mons. Tarcisio Bertone, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha spiegato che: “I casi in cui oggi si verificano gli appelli e gli interventi dottrinali delle Conferenze sono spesso nel campo della morale. Si pensi solo alla bioetica. Questo è il settore e l’ambito in cui oggi maggiormente si esplica la domanda di interventi dottrinali delle Conferenze episcopali delle Chiese locali e della Congregazione per la Dottrina della Fede”.