“Le Conferenze episcopali con i loro organismi ausiliari esistono per aiutare i Vescovi, ma non per sostituirsi ad essi”. Con queste parole il card. Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha aperto questa mattina in sala stampa vaticana la conferenza di presentazione della Lettera Apostolica “motu proprio” di Giovanni Paolo II, “Apostolos Suos”, sulla natura teologica e giuridica delle Conferenze episcopali.Nel commentare la parte relativa all’autorità del magistero delle Conferenze epsicopali, il cardinale ha spiegato che “se le dichiarazioni dottrinali emanate da una Conferenza sono approvate all’unanimità dei Vescovi, esse possono essere pubblicate a nome della Conferenza stessa e i fedeli sono tenuti ad aderire con religioso ossequio dell’animo a quel magistero autentico dei propri Vescovi, che deve essere sempre in comunione con il Magistero del Capo del Collegio episcopale, il Romano Pontefice”. Se però viene a mancare l’unanimità, “la sola maggioranza qualificata dei Vescovi di una Conferenza – ha aggiunto il Prefetto – non può pubblicare l’eventuale dichiarazione come magistero autentico della medesima, a cui debbano aderire tutti i fedeli del territorio, a meno che tale documento, approvato solo con una maggioranza qualificata, non ottenga la recognitio (revisione) della Sede Apostolica. Del resto ciò non dovrebbe sorprendere se si pensa che la Conferenza è una struttura di mediazione dal punto di vista teologico tra il singolo Vescovo ed il Collegio episcopale”. (segue)