Sarà resa nota domani “Apostolos Suos”, una lettera apostolica in forma di “motu proprio” di Giovanni Paolo II sulla natura teologica e giuridica delle Conferenze episcopali. Le Conferenze episcopali nascono, per iniziativa di alcuni episcopati nazionali o regionali, all’inizio del secolo scorso, assumendo i nomi più diversi. Forse la prima conferenza dei vescovi sorge in Irlanda, proprio all’inizio del XIX secolo. Nel 1830 nasce la Conferenza episcopale belga e altre nazioni seguono presto questi esempi.Particolare importanza riveste la prima riunione della Conferenza episcopale tedesca, nel 1867 a Fulda, espressamente autorizzata da Papa Pio IX. Nel 1959, per la prima volta, l’Annuario Pontificio pubblica l’elenco delle Conferenze episcopali esistenti al mondo. E sebbene Giovanni XXIII non abbia posto la questione delle Conferenze episcopali all’ordine del giorno del Concilio Vaticano II, il decreto “Christus Dominus”, sull’ufficio pastorale dei vescovi, approvato il 28 ottobre 1965, definisce, tra l’altro, la struttura, le competenze e le forme di cooperazione delle conferenze episcopali (n.38). Con il nuovo Codice di diritto canonico del 1983 le Conferenze episcopali assumono una nuova fisionomia giuridica. Attualmente se ne contano almeno un centinaio. Il primo Statuto della Conferenza episcopale italiane (Cei) viene elaborato nel 1954. La prima riunione del Comitato direttivo si tiene il 3 novembre dello stesso anno a Pompei. Nel 1959 Giovanni XXIII nomina il card. Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova, primo presidente della Cei.