SEMINARI: I GIOVANI PRETI E IL “BOOM” DI INTERNET

La pioggia di messaggi comunicativi di ogni tipo, che da Internet e dalla tv arrivano anche ai seminari, potrebbero rendere i futuri preti “più versatili ed aperti al mondo esterno, ma anche più superficiali e fragili affettivamente nella loro vocazione”. Lo ha detto mons. Sandro Panizzolo, del Pontificio Consiglio per l’Educazione Cattolica, intervenendo al corso organizzato nei giorni scorsi, a Roma, dall’Associazione rettori collegi ecclesiastici di Roma, con il patrocinio del competente dicastero pontificio. Ai partecipanti all’incontro, che ha coinvolto 120 rettori e formatori dei seminari di 27 Paesi di tutti i continenti, mons. Panizzolo ha fatto notare che “un fenomeno assolutamente inedito che vivono le nuove generazioni è il bombardamento incontrollato di messaggi di ogni tipo”. “Dire che la nostra è la società del frammento – ha proseguito il relatore – è diventato ormai quasi un luogo comune. Il soggettivismo, la caduta delle ideologie, la crisi della filosofia, la crescita della specializzazione, l’esplosione di Internet, hanno contribuito a creare un tipo di società in cui sono valorizzati il particolare, la differenza e l’analisi, ma non altrettanto l’universale, l’unità e la sintesi”. Nei nostri seminari, inoltre, “chi si prepara a diventare prete – secondo mons. Panizzolo – viene tallonato molto da vicino da un punto di vista intellettuale”, a scapito però di altre dimensioni della personalità, compresa quella affettiva, che “rimangono un po’ in letargo” per emergere solo successivamente. (segue)