“Questa rivoluzione culturale sta prima di tutto nella scelta di porre l’impresa agricola al centro della nostra analisi e della nostra proposta di politica agricola”. Lo ha detto oggi a Roma Paolo Bodoni, presidente nazionale della Coldiretti (Confederazione nazionale coltivatori diretti) nella relazione conclusiva alla XXXI assemblea generale straordinaria, che dovrà decidere sulla costruzione di un nuovo modello di organizzazione.E’ emersa, in questi giorni di confronto, la scelta di “riscrivere il profilo organizzativo della Coldiretti principalmente in funzione dell’impresa”, ciò significa che “la democrazia economica, la concertazione come scelta istituzionale, la trasparenza del confronto tra forze sociali e forze politiche diventano principi portanti della nostra vita associativa”. La Coldiretti ha invitato le altre organizzazioni agricole “all’unità del mondo agricolo, realizzabile se l’autonomia dal sistema partitico diventa un valore da tutti e da tutti rigorosamente praticato”. Per questo il “tavolo agricolo” al quale si è giunti “può dunque diventare una grande occasione per costruire un linguaggio e una metodologia di lavoro comuni. E’ questo il presupposto perché nel confronto con il governo non confluisca un insieme disordinato e disorganico di richieste ma un vero progetto di ammodernamento e sviluppo dell’agricoltura”. A questo proposito Bodoni ha esortato ad evitare “rapporti preferenziali sul piano politico o partiti di riferimento. Il collateralismo deve finire davvero in tutti e per tutti”.