APPELLO DEI VESCOVI DELLA BOSNIA PER LA PACE E IL RITORNO DEI RIFUGIATI

La situazione dei cattolici nelle quattro diocesi della Bosnia- Erzegovina è “molto grave”. Lo dicono i vescovi, che si sono riuniti a Banja Luka il 15 luglio per la loro 30a Assemblea, in un appello rivolto al loro popolo e al mondo, in cui sollecitano “coloro che hanno responsabilità nella società a intraprendere azioni più efficaci per una pace giusta e per creare le condizioni per il ritorno di tutti i rifugiati e i profughi”. I vescovi, si legge in una nota della “Catholic Press Agency” di Zagabria, spiegano che “il ritorno dei rifugiati e dei profughi verso l’entità della Federazione della Bosia-Erzegovina è impedita da molti ostacoli, e non di rado da atti terroristici, mentre nella Repubblica Serba non sono state stabilite neanche le condizioni legali di base per un ritorno sicuro”. La situazione, nel Paese, “non è ancora chiara”, sottolineano i firmatari dell’appello, aggiungendo che “c’è l’impressione di una mancanza di sincerità e di volontà politica, sia tra i rappresentanti internazionali, sia tra i politici interni, per l’affermazione di uno stato governato per legge nel territorio della Bosnia-Erzegovina”. I vescovi, inoltre, invitano al dialogo, “indipendentemente dalle appartenenze politiche”, finalizzato ad un “patto di pace” fra i Croati e le altre nazioni della Bosnia-Erzegovina. Ricordando che la Chiesa, come ha fatto durante la guerra, continuerà ad aiutare “i più sfortunati della popolazione”, i vescovi, nell’appello, invitano i cattolici a partecipare alle prossime elezioni di settembre, votando per quei candidati “che stanno servendo sinceramente il bene comune della Bosnia-Erzegovina e dei suoi abitanti”.