NOTA CEI SUI PELLEGRINAGGI

Sono “almeno 30 milioni in Italia i pellegrini che ogni anno si recano, nei modi più diversi, ai 1500 santuari del nostro paese”. Lo ha ricordato oggi a Roma mons. Salvatore Boccaccio, presidente della Commissione ecclesiale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, durante la presentazione della nota pastorale “Venite, saliamo sul monte del Signore. Il pellegrinaggio alla soglie del terzo millennio”. “Ogni parrocchia promuove annualmente piccoli e grandi pellegrinaggi verso i più e meno noti santuari italiani e stranieri” ha fatto presente mons. Boccaccio, citandone alcuni tra i quali Assisi, Padova, Loreto, Pompei, Siracusa, oltre alla mete tradizionali come Roma, la Terra Santa e i luoghi mariani. Ma spesso, ha osservato, “nella pastorale ordinaria il pellegrinaggio si colloca in modo marginale ed episodico”, prevalgono cioè più gli elementi “emotivo-devozionali” rispetto a quelli “dottrinali e catechistici”: così “rischia di essere quasi una protesi esteriore della pastorale e non una forza traente e ricca di potenzialità per il globale vissuto cristiano del singolo fedele e della stessa comunità”. Da qui la necessità di una nota pastorale che “ridisegnasse” il pellegrinaggio, indicandone i modi e i tempi. Mons. Boccaccio ha ricordato alcune figure e aspetti importanti nell’ambito del pellegrinaggio: gli animatori e le guide spirituali, per i quali la Chiesa cura con attenzione la formazione; i 1500 santuari italiani, “testimonianza viva della fede e della carità del nostro popolo”; e i promotori di pellegrinaggio, una quarantina su tutto il territorio nazionale “che però coprono solo il 10% dei pellegrini”. Mons. Carlo Mazza, direttore dell’ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, ha illustrato la struttura della nota, sottolineando il ruolo “insurrogabile della Chiesa locale, che diventa protagonista in riferimento alla preparazione, all’accoglienza e all’a ccompagnamento dei pellegrini”.