E’ il parere di Edda Ducci, docente di filosofia dell’educazione all’Università di Roma, che commenta al Sir il caso della ragazza inglese divenuta mamma a 12 anni “per noia”, secondo quanto riportato dal giornale scandalistico inglese “The Mirror”. “Questo caso va verificato. – ha detto la Ducci – Tuttavia, al di là di tale vicenda, dobbiamo fare una riflessione: noi adulti non siamo capaci di rafforzare i nostri ragazzi contro l’effimero, ma soprattutto non abbiamo la grinta contro gli spacciatori di effimero a buon mercato. Ci preoccupa la droga, la pornografia, ed è giusto, ma l’effimero è il tarlo più pericoloso. Quando entra provoca la noia, il non-senso, l’appiattimento di tutto”. La mancanza di comprensione sul significato dell’amore può essere un altro campanello d’allarme. “Vuol dire che noi trascuriamo troppo l’educazione all’affettività e ai sentimenti – sostiene la Ducci -. Perché in fondo la noia è data anche dalla mancanza di sensibilità nel cogliere la novità che è intorno a noi. Quando questa sensibilità si è atrofizzata, si incappa nella noia. Così anche la sessualità è vissuta in maniera piatta, superficiale”. Ducci ricorda che le responsabilità vanno ripartite “a tutti i livelli. Dalla famiglia alla scuola, dall’asilo nido all’università” e tutti devono impegnarsi per proporre ai giovani “una disintossicazione forte dalla noia. Dare interessi, risvegliare qualche piccolo entusiasmo è un lavoro molto lungo, ma per fortuna l’essere umano non è mai giocato una volta per tutte – afferma -. Bisogna rafforzare l’animo, riscoprire il senso del bello, riacutizzare la sensibilità per queste cose, specialmente tra gli insegnanti”.