BICE: C’E’ PIÙ ATTENZIONE AI DIRITTI DEL BAMBINO, MA NON BASTA

La rappresentanza per l’Italia del Bice (Bureau International Catholique de l’Enfance) ha reso noto il secondo rapporto sull’applicazione della Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo nel nostro Paese. Ad avviso del Bice nel nostro Paese è “cresciuta, anche per impulso della Convenzione, l’attenzione ai diritti dell’infanzia. All’impegno di tanti operatori ed educatori spesso volontari ed appartenenti ad organizzazioni non governative, è corrisposta una più incisiva azione delle Istituzioni centrali e locali ed una più accurata informazione dei mass media”.Tuttavia, “il passaggio dalla proclamazione alla promozione dei diritti riconosciuti dalla Convenzione è ostacolato dall’ancora diffuso atteggiamento culturale che privilegia l’affermazione individualistica a livello economico, scientifico e sociale a danno delle esigenze relazionali, dell’affettività, dell’azione educativa, sacrificando l’ascolto dei bambini da parte degli adulti e la considerazione del loro superiore interesse”. Il Bice lancia l’allarme per il fenomeno della schiavitù di giovani adolescenti dell’Est europeo e dell’Albania costrette a prostituirsi nel nostro Paese e per l’utilizzazione di minori stranieri nello spaccio di droga.Il Bice raccomanda al nostro Governo di “procedere alla eliminazione di ogni difficoltà per l’accesso a strutture di accoglienza, scolastiche, sanitarie pubbliche e non, da parte di bambini stranieri”. Per quanto riguarda la lotta alla “dispersione scolastica”, il Bice suggerisce di valorizzare “le scuole di formazione professionale per adolescenti alla fine della scuola media”.