SCUOLA: LE GRANDI SFIDE DEI PAESI OCCIDENTALI

L’avvento delle nuove tecnologie, studenti super-aggiornati in software e navigazione telematica; la necessità di un sistema educativo all’altezza di una società plurilingue e multiculturale; l’esigenza di rinnovare le competenze degli insegnanti per ridurre il “gap generazionale che si è creato tra chi insegna e chi apprende”. Sono queste alcune delle “grandi sfide” che in campo educativo-scolastico i paesi occidentali si trovano oggi ad affrontare. A tracciarle è stato Mario Dutto, dirigente generale del Ministero della Pubblica Istruzione, che intervenendo alla prima scuola di formazione per i responsabili degli Uffici diocesani di pastorale della scuola in corso in questi giorni a Frascati (Roma) ha fatto notare ai circa 70 partecipanti come “la preoccupazione per il futuro è comune a tutti i paesi occidentali: è in gioco la scuola, ma anche e soprattutto la convivenza sociale e il benessere delle future generazioni”. Dutto ha delineato tra “le priorità per il futuro” la necessità di “sviluppare nuove relazioni tra studenti, insegnanti e comunità scolastica” e di “rivedere i contenuti dell’insegnamento perché la scuola sia sempre più veicolo di una cultura di sintesi e non di un’istruzione fatta di tanti spezzoni separati”. A parere dell’esperto, rispetto agli altri paesi occidentali il caso Italia appare caratterizzato da una “grande tradizione e da un grande passato che rappresentano senz’altro una risorsa eccellente, ma rischiano spesso di divenire causa di vincoli, retaggi e contrapposizioni ideologiche che non consentono di andare avanti con le riforme scolastiche annunciate. E’ un caso emblematico la questione sulla parità scolastica che si affronta più con logiche di schieramenti che non con la libertà necessaria”.